Posted by admin on sabato mar 5, 2011
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Mi chiamo Rosaria e ho diciotto anni, ci trovavamo ad una festa, era tipo quelle che si vedono nei film, piene di gente in piedi e/o seduta su un divano, indossavo un vestitino molto corto e scollato e, portando una quinta, lasciava intravedere molto…
Bevevo un’aranciata quando da dietro mi arriva un ragazzo molto attraente, mi sento subito la assediata e comincio ad eccitarmi, lui si siede accanto a me, cominciamo a parlare poi ci baciamo, in fondo ero alla festa per questo, vedo la sua mano spingersi vero le mie natiche, lascio fare, arrivato al mio perizomino lo fermo, lo prendo per la mano e lo porto in una stanza da letto, al butto, sul letto, mi tolgo il mini perizzoma e glielo lancio, lui lo prende e lo annusa, poi salgo sul letto, gli tiro giù la lampo e poi le mutande, finalmente libero quell’uccello, era enorme, grandissimo, come quelli che avevo visto in internet con le mie amiche, questo mi eccitava tantissimo, comincio a spompinarlo, su e giu con tutta la forza che ho, dalle palle fino alla cappella, lui cominciava a dirmi “dai maialona fammi venire, ubbidisci al tuo padrone, dai skiavetta dei miei stivali”
Io ovviamente ubbidii, cominciai a palpeggiargli le palle e con una mano, avevo una grande esperienza teorica, era l’ora di metterla in pratica, percorrevo l’asta finché urlo “vengooooo!”, non mi spostai e mi arrivo tutta la sborra in gola, poi gliela feci vedere e la ingogliai (con le mie amiche avevamo fatto esperienza con un liquido che riproduceva la consistenza dello sperma, ricetta trovata ovviamente su internet, e devo dire che era azzeccata, gusto a parte ovviamente).
Lui mi prese mani e piedi e mi lego al letto, prese un profilattico che aveva nella tasca dei pantaloni, se lo infilò poi prese la sua cinta, la cosa cominciò a preoccuparmi un po’, ma allo stesso tempo mi intrigava, comincio a battermela sul mio culetto sodo fino a farmelo diventare rosso, poi mi aprì la fica e disse “ah abbiamo una maialina qui che si rasa la fighetta!” poi abbassò la testa e comincio a mordermi le labbra e a succhiarmi il clitoride, godevo come una maiala e venni.
Mi slegò, mi prese i fianchi, mi porto vicinissimo alla sua cappella e me lo ficco tutto dentro, in un solo colpo, era enorme, più largo di anche del mio vibratore, non ero mai stata penetrata da una cosa di quelle dimensioni, mandai al cielo un urlo, quindi cominciò piano piano, dopo comincio a cavalcarmi e a insultarmi dicendo “brutta troia, fammi godere, dai schiavetta fai vedere al tuo paparino quello che sei capace di fare!” urlavo come una matta, lo sentivo tutto dentro, si muoveva in me, su e giù, velocissimo, lui venne un’altra volta dentro di me poi si congratulò, stava per andarsene, quando si voltò e disse “no cara stavi per farmela, adesso la pagherai!”
Io provai a esitare, ma lui mi mise a pecorina e con una sola botta me lo mise tutto dentro, mi fece un male cane, cominciai a piangere dal dolore, cominciava a fare su e giù, mentre lo supplicavo di smetterla, mi faceva male con quel suo uccello enorme, ma lui non smise, poi chiamo un amico, arrivo dopo cinque minuti, io ero in lacrime, entrò e disse “woow qui c’è da divertirsi con questa bella gnocca!”, tolse di mezzo l’altro e comincio lui a penetrarmi nel culo, quando l’altro si mise sotto e me lo mise in fica, il dolore era passato e adesso stavo godendo come una vera maiala!
Mandavo degli urli e gridavo “cavalcami zozzone, fai vedere alla mammina cosa sai fare, dai sono la tua schiava, fai di me tutto quello che vuoi!” rimasero lì a cavalcarmi per altri dieci minuti circa, poi si buttarono sul letto, io presi a spompinarli, uno e poi l’altro, entrambi mi avevano sborrano in faccia, li ripulii, poi mi buttai anche io sul letto, era pieno di chiazze bianche, loro si girarono verso di me e mi ringraziarono per la stupenda scopata, stavano per alzarsi quando li fermai e dissi loro che io ero vergine e che loro mi avevano sverginato, che avevo imparato a fare pompini vedendo dei video porno ed esercitandomi con una banana.
Inizialmente si misero a ridere, poi i lasciarono il loro numero di telefono, mi dissero che quando avevo bisogno di sfogarmi e di scopare loro erano a disposizione, è quello che faccio e ogni volta era sempre più eccitante…
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Posted by admin on giovedì mar 3, 2011
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Sono sempre in giro per lavoro.
Anni fa’, circa dieci, ero delle parti di Pescara, avevo appuntamento con dei clienti e dei colleghi. Finito il compito, parlato con i clienti, andai via con il collega.
Sappiamo com’è, dopo un po’ si parlava solo di donne!
Mi raccontò di una sua avventura con una farmacista, di un paesino arrampicato sulle colline dell’entro terra, un nome come “Pesco San…” qualcosa. Lei si chiamava Patrizia.
La dottoressa in questione, mi disse che aveva l’abbitudine di provvedere personalmente a certe esigenze dei suoi clienti uomini. Per essere certa che fossero della misura giusta, provava direttamente lei i preservativi, mettendo i vari membri in erezione: chi a mano libera, chi con attento ed accurato lavoro orale, diciamo che i più giovani erano i più previleggiati.
La voce corse tra gli uomini della cittadina ed arrivò anche ai paesini confinanti, tanto che il fatturato della farmacia era salito, anche di molto.
Pensai che fosse una bufala, ma lui mi fece vedere sul telefonino alcune vecchie foto, dove si vedeva una signora sui quaranta forse, impegnata a succhiare un bel bastone; “sono io” mi disse “o meglio… è il mio pene”.
C’è ne erano parecchie altre di foto, in una la donna era col culo all’aria, mentre si faceva prendere non sò se davanti o dietro ed un’altra con lei sopra. Mi girai verso il collega, che ridendo mi disse che la dottoressa amava farsi fottere e fotografare. Risi di gusto. Così lui partì a raccontarmi delle scopate fatte con la dottoressa, anche con la collaborazione di altri colleghi, una volta anche in tre, chiusi in farmacia, nelle ore di pausa pranzo, dove la signora si diverti a prendere e ricevere i “tre uomini” in tutte e tre “le sue bocce fameliche”. Ma la cosa più eccitante che mi raccontò fù la scopata che fece assieme ad un collega, assieme alla dottoressa Patrizia.
Sempre chiusi in farmacia, con la scusa di proporle altri prodotti, si appartarono ed iniziarono a baciare e toccare la dottoressa, che intanto ricambiava le loro attenzioni, giocando a mano libera con il loro “grossi attrezzi”.
In piedi davanti a lei seduta sul divano, con i piselloni ben in tiro e dritti, si facevano masturbare e spompinare a turno, mentre la dottoressa si faceva un mega ditalino a tre, quattro dita.
La pazzienza si sà, finisce presto, così che mentre la dottoressa ciucciava il cazzo al mio collega, l’altro le aveva riempito la passera con il suo bastone ben oltre misura, almeno un 25 cm di calibro.
La dottoressa gradiva, mugulando e invitandoli a fotterla tutta “dai riempimi bene, rompimi tutta” liberando per qualche secondo il pene del mio collega, ma continuando a masturbarlo. Il collega intanto prossimo allo sfogo, cambio indirizzo, ficcandolo dentro a quel culetto già ampiamente rotto.
Le entrò con poca fatica, ma con massima soddisfazione della dottoressa, che si scatenò ancora di più sul cazzo del mio collega, il narratore.
Le riempirono la bocca ed il culo di tanta di quella sperma, che continuando a fotterla nei rispettivi buchi, schizzava ad ogni movimento, colando dal culo lungo le gambe e dalla bocca sulle tette della signora. Fecero che cambiarsi di posizione. Il narratore, le entrò nuovamente dentro la figa ampiamente gocciolante di umori, il collega le riempì la bocca, un po’ a fatica e la dottoressa ripartì per un altro giro di
“danze”; anche il narratore le fece sentire e godere del suo bel cazzo, leggermente più piccolo dell’altro, ma di pochi cm, dentro la figa e quando anche il suo collega cominciò a dare segni di cedimento, le impalò il culo in un colpo solo. Patrizia gradì nuovamente e godendo come una maialona, si fece scaricare in bocca e nel culo un’altra sbordata di sperma.
Bevve tutto lo sperma che riuscì, ripulendo i due membri, leccandoli e succhiandoli come dolcetti, non sazzia li invitò a ricominciare a fotterla “Dai di nuovo, ma sta’ volta, vi voglio tutti e due negli stessi buchi”. I due amici si guardarono in faccia, sorpresi, la bocca spalancata dalla sorpresa e dalla proposta “Dai venite, ho ancora voglia… ce la fate ancora?!” Li stuzzicò così la dottoressa.
Voleva proprio la guerra e non le bastavano cazzi grossi, voleva proprio esagerare.
Il mio collega le entrò per primo dentro la figa, sempre ed ancora umida di umori, facendola sedere sopra di lui, sul divano; l’altro collega, mettendosi in ginocchio iniziò a farsi spazio con il suo “bestione” per entrarle anche lui dentro quella figa veramente disponibile. Non fù tanto semplice, ma neppure difficile; dai e dai quel cazzo enorme, spostando e spingendo anche l’altro cazzo, riuscì ad entrare e con un colpo di reni, riempirla completamente.
La dottoressa partì per la tangente, non capiva più nulla, urlava di piacere misto a dolore, li invitava a riempirla ancora di sborra “si dentro tutti e due, vi voglio, si che bello, che Cazzo enorme che ho dentro, sbattetemi dai!”.
I due uomini, non credevano ai loro ochhi e alle loro orecchie, la dottoressa degna delle puttane più sfondate si stava gustando i loro due cazzi, in contemporanea dentro la figa e godeva di piacere, immensamente. stavano per lasciarsi andare e riempirle di nuovo la figa di sborra, quando la dottoressa li invitò a cambiare
“canale”. Era veramente andata fuori di testa, due cazzi così dentro il culo la avrebbero aperta come… stavolta entro prima il collega con il cazzo da 25 cm e la dottoressa incitò l’altro a fare lo stesso. Il mio collega, mi disse che fù un po’ complicato, ma alla fine la dottoressa aveva aggevolato l’operazione spalancandosi lei stessa il buco del culo. Entrò anche lui e non fù indolore per nessuno. La dottoressa urlò di dolore ed anche loro un po’ di fastidio lo provarono, poi lentamente la dottoressa cominciò a gradire muovendosi lei, prima lentamente e poi più velocemnete sopra di loro, andando su e giù sui due cassi che le riempivano il culo. Gli uomini vennero dopo pochi minuti, riempendola ancora una volta e sporcandosi anche loro. La dottoressa continuò andare sù e giù su di loro ancora per un po’, sino a sentire quesi cazzi scivolare fuori dal culo. Era distrutta e soddisfatta, voleva ancora giocare con quei cannoli sgonfi, ma pur sempre di buona dimensione, ma ormai era tardi, doveva aprire il negozio.
Per ringraziarli fece degni ordini a tutti e due, e li invitò a tornare a trovarli anche assieme.
Era la storia più eccitante che avevo sentito, pazzesca, non credevo che certe donne potessero riuscire a fare certe cose e lo dissi al collega, che ridendo divertito, mi disse che il gioco a tre lo avevano fatto sino a quando la dottoressa Patrizia era tornata a vivere a Pescara o lì vicino, ancora diverse volte, ma che la cosa che aveva saputo sulla dottoressa, che non lo aveva sorpreso più di tanto era il fatto finito sui giornali ( e per questo che forse la dottoressa aveva cambiato residenza): La dottoressa era finita in opsedale, al pronto soccorso, perchè aveva esagerato, si era fatta scopare da un ragazzo di colore “oltremodo dotato” che le aveva aperto ancora di più la figa, facendole un po’ male, ma rotto completamente il culo, sfondandola con un palo di circa 40 cm, facendola urlare sta’ volta solo di dolore.
Il collega mi disse e mi promise di mandarmi la copia del giornale con l’articolo in questione; non sò se se ne è dimenticato o se il postino se le fregato lui, ma io non l’ho ricevuto… però ho saputo da altri colleghi della zona che un fatto così era realmente accaduto.
Donne, donne… le nostre romantiche donne e noi poveri pirla… a fare i romantici per portarcele a letto, quando basterebbe, sbottonare i pantaloni e fare vedere l’arma letale che riposa dentro i pantaloni… ma che devo dire… io resterò un romantico, ma mi scoperò tutte le donne, che potrò, facendole innamorare di me e se poi i miei 18 cm non saranno abbastanza… che vadano a farsi fottere!
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Posted by admin on sabato feb 26, 2011
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Ciao sono Marco, ho 22 anni ed abito a Roma. Conosco Luca dal liceo e mi sono trasferito con lui qui per frequentare l’università. Luca è figlio unico, frutto di un rapporto avuto dai genitori quando avevano poco più di vent’anni per uno. Comunque abitiamo insieme in un monolocale e spesso sia la mia che la sua famiglia ci vengono a trovare, organizzando qualche volta anche delle feste in onore dei successi scolastici. A Novembre dell’anno scorso vengono a trovarci mamma e papà di Luca, per passare una settimana insieme dato che vogliono aiutarci a sostenere le spese della casa e di sollevarci nelle faccende domestiche. Sua mamma, Sara, è una bella donna alta circa 1,65 capelli castani ondulati che cadono dolcemente sulle spalle e un fisico eccezzionale, molto curato e soprattutto abbronzato. Nonostante l’età frequenta una palestra e sta attenta a non vestirsi in maniera troppo provocante anche se la sua quarta abbondante di seno (molto sodo) non gli permette di passare inosservata. Un giorno, Luca e il padre Nino, lasciano casa per svolgere alcune importanti mansioni e rimane Sara a casa a finire gli ultimi lavoretti che c’erano da fare in casa. Finito di svolgere i suoi compiti Sara va a farsi una doccia, ed io mi sdraio sul divano a leggere un libro. Poco dopo attratto dal pensiero di Sara, sbircio attraverso il buco della serratura del bagno per riuscire a vedere lo splendido corpo di Sara nudo… senza riuscirci però, dato che era gia entrata nella doccia. Poco dopo senti Sara emettere un urlo, mi aveva visto dietro la porta a vetro e mi ordino di allontanarmi. Imbarazzatissimo, ero anche un po preoccupato per ciò che mi avrebbero detto Luca e Nino, temendo il peggio. Passò un oretta e Sara vestita con una vestaglietta e una biancheria di pizzo quasi invisibile stava preparando la cena in cucina mentre io preoccupato stavo nella mia camera ripensando all’accaduto. Cosi decisi di andarmi a scusare con Sara, ma attratto dal suo fisico statuario e il vestiario quasi invisibile non potetti fare ammeno di lanciargli qualche occhiatina maliziosa. In effetti Sara era stata il mio sogno di sempre, e non nego di esseremi segato molte volte pensando a lei. Cosi giunto in cucina lei con tono minaccioso cominciò a rimproverarmi su ciò che avevo fatto e si lamento del fatto che i giovani di oggi pensano solo alle donne e al sesso. Rincuorato dal fatto che per questa volta non avrebbe detto niente al marito e al figlio, cominciai a fargli dei complimenti per il fisico e per la comprensione che mi aveva mostrato. Dopo poco però notavo che guardava con insistenza i miei pantaloni, scrutando se in me c’era la minima attrazione verso di lei. Dopo un po, con il pene quasi completamente in erezione stavo per lasciare la cucina quando sara mi prende per un braccio e mi chiede: “In fondo, se volevi vedermi bastava chiderlo… sono la mamma del tuo migliore amico che c’è di male…”, dopo queste parole capi che Sara era eccitata quasi quanto me all’idea di farlo di nascosto dal marito con un ragazzo della mia età, giovane e energico. Così si volto e si sbottonò uno dei bottoni della vestaglietta lasciando intreavedere parte del suo seno paradisiaco, con il reggiseno di pizzo che faceva fatica a contenerlo. Ad un certo punto mi prese per i fianchi e mi guidò fino al divano nel soggiorno e mi fece sedere sbattendomi con forza. Appena seduto gli chiesi: “in fondo non sei cosi arrabiata con me” e quella rispose “ora zitto e…” non riusci a finire la frase che si abbassò all’altezza dell’uccello ed aprendo la zip fece uscire dai miei slip la mia asta da 21 , 5cm di diametro. Lei subito mi fece i complimenti dicendo “che bel cazzone che hai… mgari mio marito fosse cosi dotato… dai fammi divertire!” io presi la sua testa e poggiai le sue labbra carnosissime sulla cappella e lei cominciò a farmi una pompa da dio. Cosi mentre mi segava e pompava con una mano si massaggiava dolcemente la figa depilata spostanto il suo perizomino nero ai lati della grossa figa. Poi la presi di forza e alzando quella bella vestaglietta cominciai a palpargli il culo e massaggiargli la figa già fradicia. Gli feci posare la sua bella figa sul mio cazzo e cominciai a stantuffarla per bene mentre lei gridava come una maiala: “Ohhh siii lo voglio tutto dentro… sventramelaaaa” come da ordine glielo infilai piano tutto dentro facendola godere tantissimo. poi lei si spoglio completamente e prese di nuovo a farmi un pompino, spostando poi il mio cazzo sulle bocce mi fece venire facendo una spagnola divina… lei prese di nuovo a pulirmi il cazzo e dopo averlo riempito di saliva si girò e se lo infilo nel culo, gridando un po per il dolore un po per il piacere… “oh… si che cazzone… infilamelo tutto dentro… siiii…”, dopo queste parole gli venni una seconda volta nel culo inondandola di sborra calda e facendola gridare come non mai. Con il mio cazzo moscio comincio a leccarlo e massaggiarmi le palle facendomelo tornare dopo 10 minuti dritto e duro come prima. Stanca di prenderlo nel culo mi stese sul divano e si sedette con la sua figa sventrata e bagnata sulla mia bocca mentre con le sue labbra mi spompinava di nuovo… un 69 da urlo… dopo 5 minuti si alzò e raggiunto quasi l’orgasmi riprese la mia calda asta e si sedette sopra muovendosi su e giu molto piano muovendo i fianchi per far scivolare bene tutto il cazzo dentro. “oh siiii, vengo… vengooo….” mi inondò il cazzo di umori ed io per ricompensarla la rigirai e gli sborrai ancora sul suo viso angelico e sulle bocce sode e coi capezzoli turgidi…. una scopata da urlo… con la mamma del mio migliore amico… dopo un po riempì la vasca e ci facemmo un bagno rilassante slinguandoci ancora… era vogliosissima e golosa di cazzo, ma io ero sfinito e anche lei con me. Dopo circa una mezz’ora uscimmo e ci rivestimmo, e da all’ora quando luca e il padre non ci sono io e Sara ci concediamo ancora qualche bellissima scopata.
Posted by admin on sabato feb 26, 2011
Filed under :Racconti
Ciao dopo un bel po di tempo ritorno a scrivervi una bella storia che come al solito e’ tra realta’ e fantasia giusot mix per renderemi la cosa piu eccitante e non svelare troppo di me .
Questa storia comincia tre anni fa quando in una chat fui cintattata da una persona che mai potevo immagginare potesse diventare cio che e’ oggi.
Era il dicembre del 2006 e con Gio questo è il suo nome cominciammo a chattare a conoscerci parlando del piu e del meno trovandoci molto sotto il profilo caratteriale.
Mentre i giorni passavano con la sua dolcezza e la sua disponibilita’le confidenze cominciarono ad aumentare tanto da cominciare a parlare di sesso , da premettere che siamo entrambi sposati , inizialmente si parlava del sesso fatto coi nostri partner ma poi pian piano l’argomento si sposto’ su noi due ; io fino ad allora la parola cyber-sesso nemmeno l’avevo mai sentita , io cresciuta in una famiglia di altri tempi e sposata col classico marito , pero forse proprio il fatto di non averlo mai fatto e nemmeno sapevo come si facesse nemmeno per sentito dire , come una bambina che si precipita sotto l’albero per aprire i regali di natale , lo feci.
La prima volta l’imbrazzo era tanto ma lui seppe mettermi a mio agio e con la sua comprensione e dolcezza pian piano nel tempo , anke grazie al fatto che comunque io sono una tipa calda molto calda , diciamo mi specializzai nel cyber-sex godendo e facendolo godere alla grande anke piu volte ; ricordo una mattina di agosto venne ben 5 volte facendolo al cellulare ed io invece nelle sue 5 venute mi persi il conto delle mie.
Oggi mi ritrovo a scrivere questa storia all’indomani del nostro incontro dopo 3 anni siamo riusciti ad incontrarci.
E’ successo l’altro ieri ci siamo incontrati in un paese vicino al mio io ero emozionatissima
dopo tre anni di vederci in cam e chattare e sentirci al cellulare finalmente ci sarebbe stato contatto fisico .
L’altro ieri mattina mi sono alzata alle 8 fatto la doccia piu accurata del solito e mi sono vestita per la grande occasione.
Coordinato nero con inserti di nastrini viola composto da perizoma e reggiseno mentre mi vestivo mi vedevo nuda allo specchio e pensavo che tra poko il mio gio mi vedra’ cosi e ilcuore andava a mille battiti al secondo,poi ho idossato un pantacollant nero aderentissimo e un vestitino corto di lanetta bianco con cinturone alla vita ho legato i capelli col codino ke al mio gio piace tanto messo il giubbotto okkiali e sono uscita non prima pero di aver messo due goccie di profumo tra le gambe e sul seno.
Vado verso la amkkina e il cuore comincia ad arrivarmi in gola quasi non riuscendo a fare nulla , ma la voglia di vederlo e’ cosi tanta che entro in makkina e parto incurante di tutti e tutto arrivo alla villetta di questo paese vicino al mio dove avevamo appuntamentoe aspetto.
Passeggio nervosa nella villetta escrutando la strada nella speranza di vederlo
Ad un tratto sento bisbigliare mi giro ma non c’e’ nessuno e girandomi dall’altra parte me lo ritrovo davanti altissimo bellissimo spalle larghe okki azzurrisismi pizzetto ben definito labbra carnose li per li rimango immobile per almeno 5 secondi ma poi lui nel suo napoletano stretto mi dice : UE ALLOR NON MI ABBRACCI???
e li mi sono avvinghiata al suo collo stringendolo forte.
Finalmente il nostro sogno di incontrarci toccacci vederci dal vivo si era realizzato.
Mano nella mano passeggiamo nella villetta e ci diciamo di quanto eravamo felici in quel momento al che gio mi dice : Laura voglio fare l’amore con te . ed io non credendo alle mie orekkie dico : anke io gio ma dove?
Gio: ci sara’ un hotel da queste parti?
Io: si vieni hai ragione e’ proprio qui dietro.
Ci dirigiamo all’hotel avevo le gambe che mi tremavano non avevo mai tradito mio marito se non in chat e sempre con Gio
Reception :buongiorno desiderate?
Gio : una matrimoniale grazie
Io nascosta e imbarazzata dietro gio tenendolo per il braccio fore e possente
Reception : eccovi la 123 e’ la stanza per gli sposini
Gio : grazie molto gentile.
Saliamo al primo piano troviamo la stanza entriamo e’ bellisisma tutta rossa di velluto un lettone rotondo enorme mi ci siedo provandone la consistenza mentre gio si affaccia alla finestra per controllare la makkina , io ne approfitto subito mi alzo e mi appoggio dietro le sue spalle cosi robuste e possenti abbracciandolo forte da dietro e mettendo l’orekkio sulle spalle riuscivo a sentire il suo battito molto accellerato come il mio a questo punto lui si gira mi afferra la testa dolcemente e guardandomi prima 10 secondi negli okki e avvicinandosi a me mi da un bacio dolcissimo ke poi pian piano diventa sempre piu passionale fino a che le lingue non si intrecciano in un turbinio di passione.
Ormai il ghiacio e’ rotto i vari pezzi dei vestiti volano prima la sua maglia e anke la maglietta facendolo rimanere a dorso nudo e che dorsocon pettorali ben pronunciati e villosi poi il mio vestitino di lanetta lo sfilo rimamendo in reggiseno e panatcollant
L’atmosfera sta diventando rovente e le nostre mani non hanno piu dove appoggiarsi suinostri rispettivi corpi ed ad un tratto senza nemmeno acorgersene quas rimaniamo entrambi in mutande solamente io con la mia quinta di seno al vento con capezzoli turgidissimi e lui con un pacco enorme tuto da scartare.
Stiamo abbracciati e ci baciamo e le nostre mani si fanno strada tra i rispettivi slip
il primo ad arrivare al punto cruciale e’ Gio
Gio : laura sei bagnatissima
la secondaa d arrivare al punto cruciale sono io
Io : e tu Gio sei durissimo di gia
Gio : con sto ben di dio che ho tra le mani come non dovrei esserlo
Mentre pronunciava queste aprole mi sentivo colare tra le cosie anke grazie al suo tocco sapiente e deciso sulla e nella mia fica
Il suo cazzo cresceva a vista d’okkio soto i miei tocchi e cosi decido di scendere piano lungo il suo corpo leccandolo arrivata al cazzo senza toglierlo dagli slip comincio a leccarlo e mordicchiarlo disegnandolo con la lingua la sagoma che si vede dagli slip mentre lui mi accarezza i capelli
Non resisto piu dopo le volte che l’ho visto in cam in foto non vedevo l’ora di vederlo in carne ed ossa cosi anke se tremante lo tiro fuori dagli slip e mi sbalza duro com’era in faccia facendomi avere un brivido lungo la schiena che e’ finito al clitoride facendomi godere .
Era un cazzo che io avevo visto in foto in cam sembrava grande ma dal vivo era molto meglio , comincio a segarlo e eccarlo assaporandolo per bene scappellandolo e disegnando con la lingua quella cappella perfetta comincio un pompino da mozzare il fiato sia a me che a lui tirando forte con skiokko finale lui lo vedevo in estasi ed io invece gia pregustavo quel manganellone nell mia fica e non solo.
Ormai col mio pompino il suo cazzo era diventato durisismo e larghisismo e si vedevano le vene sporgenti e il nervo sotto era eenorme.
Mi alzo e mi dirigo sul letto mi stendoa a pancia in su sfilo il perizoma e spalanco le gambe aprendo alla vista di Gio la mia fica pelosa e invitandolo a leccarmela tutta.
Gio non se lo fece ripetere due volte si fiondo a leccarla ma io direi a mangiarla perke oltre alla lingua ha usato tutt ala bocca con particolare attenzione al risucchio del clitoride che inutile dire mi fece rivenire un’altra volta.
Io : cazzo Gio come lecchi bene mmmmmmm
A questo mio dire gio si alza prende quel ben di dio del suo cazzo in mano e lo direziona alla fica lo appoggia e essendo bagnatissima anke se stretta entra in un colposolo secco e deciso facendomi gridare dal piacere , una cosa mostruosa era dentro di me , e dopo un paio di colpi per fare la strada Gio comincia a scoparmi fortissimo appoggiando il suo tutto su di me e con colpi di reni affondando il suo megacazzo nella mia fica facendomelo sentire in gola.
Mentre mi scopava divinamente la sua bocca si alternava a sukkiarmi le tette e a baciarmi i suoi colpi facevano sballonzolare le mie ette e a lui sta cosa eccitava tantissimo.
Ormai preda della passione che si era scatenata incominciamo a fare posizioni non usuali per me ,
infatti dallo stare distesa a missionaria lui porto le mie braccia al suo collo e cosi mi alzo e stando in piedi senza mai sfilare il cazzo dalla fica mi scopo all’inpieditenendomi per le kiappe e stantuffandomi con quel travo ke era il suo cazzo.
Ero gia venuta tre volte ed ero un lago non solo in fica tanto che scesi da lui e mi misi a ecorina sul letto e sputandomi su due dita le passai sul buco del culo offrendoglielo a Gio che certo non rifiuto’ anzi e cosi con quel cazzone turgido si avvicino’ e lo appoggio sul mio ano facendo un po di pressione coincio a penetrarmi mi sentivo dilaniare era una cosa enorme che mi prenetava il culo
ma la mia voglia lo fece entrare facilmente risucchiandoselo tutto dentro con enorme piacere di entrambi .
Avevo quel mattarello nel culo che mi entrava e usciva e cosi venni per la 4 volta stavolta palesando la mia venuta con un poderoso skizzo.
A questa vista Gio non ha piu resistito lo sfilo’ dal culo e disse : voglio riempirti la bocca della mia sborra vieni qua.
Anke io non me lo feci ripetere due volte mi accasciai a terra e con la bocca aperta aspettavo il nettare della passione di Gio che non tardo’ ad arrivare inondandomi sia in bocca che in faccia per poi colare sulle tettone che puntualmente leccai ripulii per bene il cazzo di Gio dalla sborra e ci sdraiammo sul letto , ma il riposo duro’ poko perke stando con la testa sul suo petto e vedendo quel cazzo mezzo e mezzo appoggiato sulla pancia di Gio ci volle poko per ridirezionarmi a lui per ricominciare .
All fine lo facemmo 3 volte godendo come mai nella mia vita .
Ci abbiamo meso 3 anni ma ne e’ valsa la pena voi che dite? ahahahahahhahahhahahah
Posted by admin on domenica feb 20, 2011
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Quando fequentavo le elementari mia madre mi aveva affidato alle cure dei nonni perche` lei non aveva tempo per starmi dietro. Passavo il tempo, dopo aver fatto i compiti, andando a caccia di lucertole a cercare nidi coi miei cuginetti. O a spiare lo stallone quando gli portavano le giumente da ingravidare. Era un rito affascinante e per gli adulti molto eccitante visto quello che succedeva nella stalla. Dopo sedici anni il nonno era tornato dall`America, dove si era recato in cerca di fortuna, molto invecchiato e trovatosi a casa una famiglia numerosa non creata da lui si abbatte` e gli si incurvo` la schiena chino` il capo e lascio` tutto in mano alla pimpante e giovanile nonna. D`altronde aveva lasciata da sola una ragazza incinta di tre mesi e con tanta voglia in corpo di vivere la sua gioventu`. Il nonno non si era ancora imbarcato che gia` davanti casa si era formata la fila di arrapati giovanotti col cazzo ritto e pronti a fottere la bella sposina. Le notti erano fredde per cui fu facile per diversi giovanotti entrare in casa quindi nel letto e scaldare le ossa della povera sposina. Nacque cosi` il primo genito del marito seguito da parecchi altri frutto delle incursioni degli arrapati maschi del paese. Il nonno torno` e coi soldi guadagnati compro`un podere ed uno stallone per ingravidare le giumente dei dintorni che magari appartenevano a quei maschi che gli avevano ingravidata la moglie. Piu` lui appassiva piu` sua moglie si faceva bella. Quando fui ospite a casa loro vedevo la nonna giovanile e prosperosa sempre allegra e piena di vita. Quando qualcuno portava la giumenta la nonna ci scacciava per impedirci di assistere alla monta e piu` ci scacciava piu` desideravamo, io e due cuginetti e la loro sorellina, di vedere. Un giorno ci siamo nascosti sul fienile dentro la stalla e guardavamo da una finestrella polverosa. Cio` che vidio mi ha accompagnato per tutta la vita e mi ha in un certo senso segnato. Armando, era un possidente del paese, un tipo autoritario e pieno di boria forte del portafoglio pieno, porto` una giumenta alla prima monta. L`animale fu fatto entrare in un recinto dietro la casa e fu portato un asino per scaldarla. Pare che l`asino sia un ottimo corteggiatore e che con le sue leccate coi suoi ragli scaldi la cavalla altrimenti non disposta a farsi fottere dallo stallone. Quando la giumenta comincia a sollevare la coda ed ad aprire la fica viene legato all`esterno dello steccato lo stallone che sente la femmina in calore e si arrapa allungando un membro senza fine e grosso come un palo. Il cazzo del cavallo e` uno spettacolo della Natura e quando l`ho ammirato da grande immancabilmente mi sono eccitato e non so spiegarmi il perche`. Non ho voglia ne` di toccarlo ne` di succhiarlo ma mi eccita senza che io lo voglia. Il cazzo duro da` l`idea eela potenza del turgore e lo abatte contro la pancia per farsi una sega ed a questo punto bisogna avvicinarlo e fare in modo che non sborri. Inoltre anche l`asino ha il cazzo duro e cerca di montare la giumenta e compito della nonna era quello di badare che non lo infili e faccia godere la femmina e che lo stallone non goda prima di penetrarla. E` un momento delicato ed anche pericoloso perche` gli animali possono mordere chi li avvicina e perfino mordersi tra loro. Immaginate la reazione di un uomo al quale viene impedito di fottere la donna nuda che stringe tra le braccia. I movimenti sono sempre gli stessi e non bisogna sbagliare. La nonna porta fuori dal recinto l`asino che raglia la sua rabbia, porta dentro lo stallone e lo aiuta ad infilare il grosso palo nella fica spalancata, da solo non riuscirebbe e la maggior parte delle volte sborrerebbe fuori, una volta che lo stallone stringe tra i denti la criniera della cavalla ed il cazzo e` ben fissato nella matrice lo si puo` lasciare consumare tranquillo il suo coito per pensare al poverino che continua a ragliare e strazia il cuore il cuore. Tutto questo tempo Armando e` appoggiato ad un ciliegio e fuma una sigaretta senza osare avvicinarsi. Mentre lo stallone fa il suo dovere di inseminatore la nonna conduce l`asino nella stalla ed una volta legato alla greppia si china sotto la pancia gli afferra il grosso cazzo in piena erezione e glielo mena per farlo sborrare. Non lo facesse l`animale impazzirebbe, e chi non impazzirebbe a togliere la donna da sotto nel momento culminante di una chiavata? La nonna mentre smanetta il cazzo nero si passa una mano sul petto e strizza i seni opulenti perche` maneggiare quel grosso arnese le mette addosso una certa frenesia che le fa luccicare gli occhi e sbavare la bocca. Lo sa bene Armando che l`ha seguita e la sta osservando. Appena ci accorgiamo di lui ci nascondiamo meglio e tratteniamo il respiro certi che succedera` qualcosa di interessante, qualcosa di cui abbiamo sempre sentito parlare ma mai visto. La nonna ci preoccupa, sbatte la testa da una parte e dall`altra mentre martoria i seni con una mano infilata nella scollatura. Non sappiamo se e` d`accordo coll`uomo che le si e` avvicinato ha abbassato i pantaloni ed ha tirato fuori un grosso cazzo nodoso. Le solleva la gonna, a quanto pare la nonna era gia` in attesa perche` e` senza mutande e vediamo alla luce del sole che entra dalla finestrella la pelle bianca delle chiappe che l`uomo ha scoperte e mentre le allarga vediamo affondare il cazzo con un colpo secco. La nonna, china sotto la pancia dell`asino , si regge stringendo il cazzo mentre Armando affonda con forza il grossso strumento. Vediamo l1asta brillare per l`umore della fica e sentiamo chiaramente la nonna invocare “piu` forte piu` in fondo” con l`uomo che cerca di accontentarla. Il ritmo della sega all`animale aumenta fino a che il povero asino schizza con violenza un getto di crema gialla e nauseabonda chela nonna schiva Armando geme sospira rantola e con un grugnito si irrigidisce sui piedi ed affonda nel corpo di nonna fino alle palle. La povera donna lascia il cazzo dell`asino che sborra simile ad una canna dell`acqua appoggia le mani per terra alza di piu` il culo per sostenere gli affondi e per ricevere l`attrezzo piu` in fondo. Non si muovono per un pezzo poi piano piano Armando estrae il cazzo fumante ancora gocciolante e lo spinge verso la bocca di nonna perche` glielo pulisca. Obbediente nonna lo accoglie e lo succhia fino a restituirlo pulito e terso colla capocchia luccicante poi mano nella mano escono dalla stalla e raggiungono lo stallone che sta ritirando il cazzo e la ghiumenta cerca di leccare lo sperma che le cola dalla fica. Coi miei cuginetti siamo rimasti nascosti fino all`imbrunire preoccupati di non far sapere che avevamo visto cose che era meglio non vedere. Siamo entrati in casa mentre il nonno sedeva pensieroso accanto al camino e la nonna cantava allegra sfaccendando felice.